In occasione della II Giornata Nazionale Anticontraffazione, indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Confindustria, la Federalimentare presenta alle istituzioni una proposta per combattere il fenomeno della contraffazione dei prodotti alimentari italiani.
La Federazione Italiana dell'Industria Alimentare stima che l’attività di contraffazione, unitamente al fenomeno dell’imitazione denominato “Italian Sounding” abbiano un enorme giro d’affari mondiale, valutato intorno ai 60 miliardi di euro, (poco meno della metà del fatturato dei prodotti originali e più di 2 volte l’export italiano).
La proposta è articolata nei seguenti 6 punti:
1. Potenziare le competenze e il numero degli attuali 14 Desk Anticontraffazione (IPR Desk);
2. Costituire, nei principali Paesi in cui si pratica la contraffazione dei prodotti alimentari italiani, una rete di studi legali di riferimento a carico dell’Amministrazione Pubblica;
3. Coinvolgere la nuova Agenzia per l’Internazionalizzazione e le Ambasciate italiane nella rete di monitoraggio e di azione legale;
4. Definire accordi bilaterali finalizzati all’adozione di politiche di tutela dei prodotti;
5. Realizzare campagne educative di informazione e comunicazione sul vero valore del prodotto "realmente" italiano;
6. Rafforzare le relazioni con i principali attori del canale ho.re.ca., della ristorazione, degli alberghi e della GDO per favorire l’ingresso e la permanenza sui mercati esteri di prodotti autenticamente italiani.
La contraffazione, che erode al fatturato degli esportatori alimentari italiani ben 6 miliardi di euro ogni anno, ha un'incidenza del 25% sull’export complessivo del settore (stimato in 23 miliardi di euro a fine 2011), con punte enormi in Nord e Centro America.
"La rinomata qualità dei nostri prodotti alimentari – afferma il Vice Presidente di Federalimentare Annibale Pancrazio – non dipende dall’origine delle materie prime ma dall’eccellenza dei processi di trasformazione e dalla capacità dell’Industria italiana di sapersi innovare tecnologicamente restando fedele alla tradizione".
"L’Italia è deficitaria di quasi tutte le materie prime di cui ha bisogno" – continua Pancrazio – ma, nonostante questa carenza strutturale, è riuscita ad affermare nel mondo un'immagine di eccellenza in molti settori".
"Se vogliamo davvero continuare a portare sugli scaffali di tutto il mondo sempre più prodotti Made in Italy" – conclude Pancrazio – dobbiamo favorire l'mpiego di tutte le materie prime nazionali e, quindi, l’accesso alle materie prime deficitarie che le nostre industrie sanno selezionare ed utilizzare in modo unico".
fonte: Federalimentare.it




