Per prevenire le frodi sul pesce, presto arriverà nei ristoranti una nuova figura professionale addetta a garantire la corrispondenza tra il cibo effettivamente servito ai clienti e quello riportato nel menu. L'annuncio è stato dato da David Schindel, segretario dell'organizzazione "Barcoding of Life", durante la Quarta Conferenza Internazionale sul tema (Adelaide, Australia, 28 novembre-3 dicembre).
I primi a beneficiare del nuovo servizio saranno probabilmente i ristoratori statunitensi, dopo che la Food and Drugs Administration ha approvato un test per il cosiddetto "codice a barre del Dna", che permette di avere quasi in tempo reale l'"mpronta digitale" caratteristica di ogni specie: "Ho già iniziato a discutere con l'industria della ristorazione sulle modalità migliori di applicazione - spiega l'esperto - quando si vende qualcosa di molto costoso si vuole dare garanzia al cliente che è effettivamente ciò per cui sta pagando".
L'organizzazione Barcoding of Life ha già raccolto i "codici a barre" di oltre 167 mila specie, ma l'obiettivo è catalogare tutti gli 1,8 milioni di Dna delle specie di piante e animali conosciute sul pianeta. La tecnica si può già applicare alla prevenzione delle frodi in diversi campi, anche se quello ittico sembra uno dei piu' sensibili: secondo uno studio recente dell'associazione Eurofishmarket, ad esempio, il 15% dei filetti di cernia venduti in Italia risulta in realtà essere di altre specie.
fonte: Ansa.it




